Le coincidenze…

di Stefano Torossi

Appena ho avuto in mano il magnifico libro “Tony Del Monaco – un artista in punta di piedi”, sono stato folgorato dalla coincidenza: la coincidenza dei nomi, alla quale certo altri avranno fatto caso prima di me. Intendo i nomi del protagonista e degli autori: Tony Del Monaco, Giancarlo Colaprete e Fernando Fratarcangeli. Un vero e proprio tris divino, anzi, un quartetto, con dentro il monaco, il prete, il frate e gli arcangeli. Neanche a inventarsela si poteva sperare in una combinazione così unica.

Lasciamo perdere gli scherzi e veniamo alla storia vera.
Erano i primi anni sessanta. Io ero contrabbassista del gruppo pop “I Flippers”. Incidevamo negli studi della RCA, il mitico stabilimento sulla Via Tiburtina che, oltre ad avere le più belle sale di registrazione d’Europa, forse del mondo, aveva anche un favoloso baretto interno, dove, come niente, prendevano il caffè insieme Frank Sinatra e Von Karajan. E naturalmente anche noi giovincelli sconosciuti, decisi a tuffarci nel mondo della musica, del successo, dei soldi e delle ragazze.

In realtà, anche se volevamo illuderci di essere degli scapestrati avventurieri, tipo i Rolling Stones, eravamo delle persone per bene, almeno molti di noi. Di sicuro Tony e io. E per questo, quasi coetanei, ci riconoscemmo e diventammo amici.
Sempre però negli studi, al baretto, negli uffici della RCA. Non ricordo, per esempio, di essere mai stato a casa sua o di avere incontrato suoi famigliari, o più tardi sua moglie. Era un’amicizia rispettosa e riservata, anche se molto viva.
Facemmo anche un paio di 45 giri insieme per la RCA, lui i testi (uno insieme a Pino Cassia), io la musica. Dischi che non ebbero nessuna fortuna perché erano poco commerciali e anche, per la verità, bruttini. Da allora, capita l’antifona, io smisi di scrivere canzoni per dedicarmi alla musica di sonorizzazione, e lui si trovò altri compositori più bravi di me, tanto è vero che ebbe parecchi bei successi: per la sua bravura come cantante ma anche per la bellezza delle canzoni.

A un certo punto, senza che ci fosse stato alcuno screzio, discussione, divergenza di opinioni (anche perché Tony era una di quelle persone con cui era quasi impossibile litigare) ci siamo allontanati, ma dolcemente anche se completamente; e non ci siamo più incontrati.
Tanto definitivamente eravamo usciti dalla vita l’uno dell’altro, che anche la notizia della sua morte mi arrivò come da una distanza immensa, mentre fra Roma e Sulmona non ci sono che pochi chilometri, e anche gli anni passati non erano poi tanti.
Forse un distacco così dolce ha contribuito a mantenere intatto il senso di amicizia che c’era stato, forse invece la incompletezza di questo tipo di rapporto ha lasciato un vuoto che naturalmente non potrà più essere riempito.

Difficile decidere. Rimane la sensazione di un bell’incontro, e questa non svanisce.

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