Amor Fou – L’ultima Occasione

La copertina del CD

La recensione del lavoro degli Amor Fou uscita su SentireAscoltare

L’aurea mitologica del titolo non segna nostalgie museali o sterili classicismi ma un’intenzione narrativa nei confronti di una storia d’amore estinta come tutte le cose sacre del nostro tempo ed evocata per via di una tradizione il più possibile condivisa. Gli Amor Fou post La stagione del cannibale – buon esordio di due anni fa per la compianta Homesleep – così ripartono dopo la fuoriuscita di Cesare Malfatti e Luca Saporiti dal gruppo, andando verso un suono che pianta stabilmente in Italia le sue tende.

Nelle Metamorfosi di Ovidio Filemone e Bauci invecchiano insieme in una capanna di canne e fango lasciando che il loro amore renda meno invivibile la povertà. Sono gli unici ad accogliere Zeus ed Ermes scesi sulla terra in sembianze umane e il re degli dei li premierà trasformandoli in una quercia e un tiglio uniti per il tronco, esaudendo così il loro desiderio di morire insieme. Queste poche immagini servono ad Alessandro Raina e compagni per raccontare la fine di un legame persosi nelle paure e negli errori di una generazione, quella dei trentenni, impossibilitata e incapace di un oltre che non sia fatto d’eterno e immutabile presente. Gli Amor Fou lasciano nel ripostiglio le ascendenze Morr dell’opera prima e si concentrano su un songwriting che riqualifica con linguaggio e tonalità attuali ma gusto retrò il ventennio migliore del cantautorato nostrano, ovvero i sessanta-settanta. Il Lucio Battisti con coda strumentale in drumming raveliano sempre sul punto di esplodere della splendida title-track (sicuramente una delle canzoni italiane dell’anno); la nudità erosiva di Piero Ciampi nei cori cangianti della brevilinea Il ticinese; in ultimo, la rilettura convincente, soprattutto sotto il profilo vocale, de L’ultima occasione scritta nel 1965 da Jimmy Fontana e Tony Del Monaco per Mina e rifatta recentemente anche dai Non Voglio Che Clara.

Tre brani per ridisegnare un percorso che sull’onda dei vari Baustelle e Paolo Benvegnù, e nella prospettiva di un nuovo disco sulla lunga distanza, si fa ancora più consapevole e personale. Ne sentiremo delle belle.

Fonte: https://sentireascoltare.com/recensioni/amor-fou-filemone-e-bauci/

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